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Descrizione

Alle già gravi condizioni di vita che c’erano dappertutto, sia per la miseria che per i particolari caratteri climatici e sanitari, ai poveri maremmani si aggiunse anche
la piaga del banditismo e del brigantaggio.

La Maremma era terra adatta ad esercitare attività brigantesche e delittuose, per essere una regione con scarse vie di comunicazione,
case rurali isolate, vastissime boscaglie, macchie rese impraticabili per la fitta vegetazione ove venivano a trovare sicuro rifugio fuggiaschi, grassatori, ex galeotti confinati, esiliati,
gente insomma che aveva avuto a che fare con la giustizia del proprio stato.

E chi commise i misfatti i furti violenti e i ladrocini furono dei malfattori giunti da ogni dove della Toscana.
Non vi fu nessun maremmano implicato nei crimini che fanno seguito ad eccezione di uno sventurato giovane poco più che ventenne capitato in quel di Gavorrano.

Detto ciò, non si vuol peccare di campanilismo e di amore di patria,
ma è risaputo che l’indole del maremmano nel suo complesso, è eccellente.
Egli è ospitale, fraterno, ossequiente, anche se a volte l’apparenza inganna.
Di carattere aperto e sincero, orgoglioso di vivere in questa suggestiva e pittoresca terra, culla di antiche civiltà,

ridotte a quell’epoca, in “amara terra” dall’incuria, dal dispotismo, dall’assolutismo degli uomini posti
alla guida del Governo Toscano, dopo l’occupazione avvenuta nel 1555, da parte delle truppe spagnole e mercenarie assoldate dai Medici di Firenze.

tratto da: L’ultima Ghigliottina della Maremma Giorgio Minucci a.d. 1822

 

 

 

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Colore:

bianco, blu navy, verde mela

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